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Proposta di carità

Senso della proposta
Aiutare chi ha bisogno non è solo un gesto buono in sé, utile alla società e ad uscire da una percezione ristretta ed egoistica della vita, ma è anche e soprattutto un’esperienza che edifica la nostra stessa persona, ci fa cambiare, crescere e ci rende lieti. È quindi qualcosa da cui abbiamo umanamente da guadagnare.
Per questo proponiamo ai nostri studenti alcune attività di volontariato. La proposta ha quasi un sapore di sfida, di “provate per scoprire, per credere” e richiede una risposta innanzitutto libera, ma anche coraggiosa e disposta ad una fedeltà e una serietà nei confronti dell’impegno preso.
Le due realtà, entrambe situate a Milano in zona centro,in cui svolgeremo l’attività sono:

Olivo

Cooperativa dell’Olivo

La “Cooperativa dell’Olivo” in Via del Conservatorio (www.fondazionecostamagna.it) Presso alcuni locali della Parrocchia di Santa Maria della Passione, in un ambiente protetto, adulti e ragazzi svolgono insieme attività di volontariato. Fra questi una dozzina di persone affette da sindrome di Down che svolgono, con l’aiuto degli adulti presenti e di un educatore attività semplici quali imbustamenti, inscatolamenti, piccoli assemblaggi, ma anche momenti di festa e attività ricreative.

Moscati

Fondazione Moscati

La “Fondazione Moscati”, in via Orti a Milano (www.fondazionemoscati.it), dove i ragazzi assistono alcuni anziani non autosufficienti.

Riportiamo di seguito un articolo scritto da una nostra studentessa, Recanati Greta, che testimonia l’esperienza vissuta presso la Comunità dell’Olivo

foto ulivo (1) Era una fredda giornata di Novembre, quando io, Francesco, (quinta scientifico), Carlotta e Jasmine, (quinta linguistico), accompagnati dalla Prof. Banzatti, abbiamo preso la 60 per andare all’ “Olivo”, una comunità che si prende cura delle persone affette dalla sindrome di Down dando loro la possibilità di svolgere alcuni semplici lavori di assemblaggio.

Vicino al Conservatorio, passando da una piccola porticina di legno, si entra in un giardino che conduce a questa piccola casetta. Lì abbiamo incontrato Rocco, il gestore della cooperativa: lui si prende cura ogni giorno, con una passione e un amore che ognuno potrebbe desiderare per sé stesso, dei suoi ospiti.

Una volta entrati e presentati, ci siamo distribuiti in uno dei tre tavoli presenti per condividere con i ragazzi disabili lavoro e compagnia. Io sono capitata nel secondo tavolo e da allora le mie compagne di avventure sono: Cristina, Daniela e Raffaella, tre simpatiche signore. Oltre a loro ho avuto anche il piacere di conoscere Cristina, un’ arzilla nonnina che ha sempre la parola pronta, Paolo, un timido e dolce pittore e tanti altri componenti della comunità.

All’ “Olivo”, ho anche parlato con altri volontari, donne e uomini straordinari e allo stesso tempo semplici, che da anni hanno il piacere di aiutare i ragazzi disabili. Essi per esempio riescono sempre a farli (e farci) sorridere, tranquillizzare e riescono a far emergere il nostro vero IO.
E’ stata una bellissima esperienza, da cui ho imparato che non bisogna fermarsi all’ aspetto di una persona, o alla prima impressione, ma che se si va un po’ più a fondo si può rimanere stupiti da essa.

Sono persone molto speciali, ogni nuovo giorno per loro è un’ avventura, una scommessa da vincere, sono sempre pronti ad esplorare, con la gioia di un bambino. Credo che ognuno di noi dovrebbe imparare da loro.


Recanati Aubert Greta

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