Die Sprache und die Rasse – La lingua e la razza

La classe 5^ Linguistico ha assistito ad un incontro dal titolo “La lingua e la razza” tenuto dal professor Andrea Moro, autore del libro Il segreto di Pietramala
In questo incontro gli studenti hanno imparato che non esistono lingue migliori di altre, bensì che ciascuna lingua rappresenta la stessa realtà con strategie diverse.

di Sara Zanzottera – 5^ Linguistico

Versione in italiano

Il linguaggio è necessario soprattutto per pensare, descrivere e trasmettere. Ognuno di questi tre compiti del linguaggio ha alcune conseguenze che raccontano il suo potere, la sua importanza e spesso, purtroppo, il suo pericolo.
Grazie alla tesi secondo la quale il modo di esprimersi usato da un popolo designava un certo modo di pensare, alcuni scienziati del ventesimo secolo sono stati in grado di sviluppare studi linguistici che potrebbero giustificare le ideologie razziali. Hanno identificato delle cosiddette lingue “superiori”, considerate tali  grazie alla loro apparente purezza lessicale, o alla loro complessità sintattica.
Poiché la mentalità e la cultura di un popolo sono fortemente influenzate dal suo idioma, tali studiosi credevano nella presenza di popoli “superiori” e popolazioni “inferiori”.
l’ideologia razziale ha trovato forti basi in queste affermazioni, ma grazie ai recenti studi linguistici, queste tesi sono state confutate: la purezza della lingua, per esempio, è una peculiarità quasi impossibile, perché l’idioma è il risultato e la prova della coesistenza e della contaminazione di diverse popolazioni. L’affermazione che una lingua è più difficile e
più elaborata di un altra è anche irragionevole: studi sperimentali affermano che per un bambino ci vogliono circa quattro anni dopo la nascita per imparare una lingua, qualunque sia l’idioma.
Anche se il linguaggio ha un’indicazione descrittiva o comunicativa, può essere pericoloso. Infatti, un uso strategico del linguaggio può essere un potente mezzo di persuasione.
Lo stesso concetto, denotato da espressioni diverse, può provocare reazioni e impressioni diverse nella mente delle persone.
Un semplice esempio è la descrizione di un bicchiere che viene riempito a metà. Il bicchiere può essere descritto come mezzo vuoto o mezzo pieno; ma anche quando il mezzo pieno; ma anche se lo stato dell’oggetto non cambia, cambia completamente l’impressione ricevuta dall’esterno . Per esempio, i diversi effetti delle parole “potenza atomica”, che comunica l’idea di
radiazioni incontrollate, e “potenza nucleare”, che denota una forza infinita, secondo l’opinione pubblica in campo economico e politico è molto importante. Molti governi totalitari e regimi politici, come il governo nazionalsocialista in Germania hanno spesso sfruttato questa proprietà del linguaggio, che permette di trasmettere messaggi impliciti per ottenere l’approvazione. Un metodo spesso attuato per screditare gli avversari politici di un dittatore in cattiva luce è la diffusione di termini descrittivi dispregiativi e di un vocabolario, spesso collegato all’ambito della criminalità. Al contrario, il partito dominante sarà venduto con un tono santo ed eroico: le imprese del dittatore saranno sempre celebrate e spesso il suo discorso avrà una caratterizzazione religiosa. Il primo oggetto di queste confusioni da parte dei regimi è il fatto di basare la propria forza sull’occultamento della verità, che veniva oltre che nascosta costantemente manipolata. L’introduzione nella lingua tedesca del vocabolario professionale di vari e specifici
campi di conoscenza era molto comune durante il regime di Hitler: queste parole avevano un fascino scientifico e sembravano essere convincenti e ragionevoli, anche se quasi incomprensibili.
Anche la brutalizzazione e l’ottundimento erano un obiettivo scelto: eufemismi per smorzare i crimini del regime, e nuovi dizionari di espressioni e termini di odio contro altri gruppi etnici o religiosi, erano i mezzi principali.
Anche se lo studio teorico di questi processi può essere affascinante, bisogna sempre ricordare che un governo buono e corretto dovrebbe lottare con forza contro fenomeni come questi.

Versione in tedesco

Die Sprache ist hauptsächlich nötig, um zu denken, beschreiben und übertragen. Jede dieser drei Aufgaben der Sprache hat einige Folgen, die ihre Macht, Wichtigkeit und oft leider ihre Gefährlichkeit aussagen. Dank der These, nach der die von einem Volk angewandte Ausdrucksweise eine bestimmte Art zu denken bezeichnete, könnten nämlich einige Wissenschaftler des zwanzigsten Jahrhunderts sprachwissenschaftliche Studien entwickelten, die die rassischen Ideologien rechtfertigen könnten. Sie ermittelten „höhere“ Sprachen, die sich dank ihrer scheinbaren lexikalen Reinheit, oder dank ihrer syntaktischen Vielschichtigkeit von den anderen trennten; da die Mentalität und die Kultur einem Volk stark von seinem Idiom beeinflusst wird, glaubten jene Wissenschaftler in der Anwesenheit von „höheren“ Volkern und „unteren“ Bevölkerungen. Die rassische Ideologie fand in diesen Behauptungen starken Grundlagen, aber dank den letzten sprachwissenschaftlichen Studien wurden diese Thesen widerlegt: die Reinheit der Sprache ist zum Beispiel eine fast unmögliche Eigenheit, weil das Idiom das Ergebnis und der Beweis des Zusammenlebens und der Kontamination von verschiedenen Bevölkerungen ist.

Die Behauptung, dass eine Sprache schwieriger und ausgearbeiteter als eine andere ist, ist auch unangemessen: experimentelle Studien aussagen, dass ein Kind nach der Geburt rund vier Jahren braucht, eine Sprache zu lernen, was auch immer das Idiom ist. Auch wenn die Sprache eine beschreibende oder eine kommunikative Angabe hat, kann sie gefährlich werden. Eine strategische Benutzung der Sprache kann nämlich ein kräftiges Mittel von Überredung sein. Ein derselber mit verschiedenen Ausdrücken bezeichneter Begriff kann unterschiedliche Reaktionen und Eindrücke in dem Kopf von den Individuen hervorrufen. Ein einfaches Beispiel ist die Beschreibung von einem Glas, das zur Hälfte schnell gefüllt wird. Das Glass kann als halbleer oder halbvoll beschrieben werden; aber auch wenn die Lagen des Objektes nicht verwechseln, verändert völlig der Eindruck, die von einer Person erhält wird. Zum Beispiel sind die verschiedenen Wirkungen der Wörter „Atomkraft“, die unkontrollierte Strahlung mitgeteilt und „Kernenergie“, die eine unendliche Kraft bezeichnet, auf die öffentliche Meinung in den ökonomischen und politischen Bereichen sehr wichtig. Viele totalitären Regierungen und politische Regimen, wie zum Beispiel die nationalsozialistische Regierung in Deutschland, haben oft diese Eigenschaft der Sprache ausgenutzt, die erlaubt, implizite Nachrichten zu übermitteln um Zustimmungen zu bekommen. Einer Methode, die oft ausgeführt wurde, um die politischen Gegner von einem Diktator im Misskredit zu bringen, war nämlich die Verbreitung von abwertenden Bezeichnungen und Vokabeln, oft von der Kriminalität entnommen, um sie zu beschreiben. Dagegen wurde die beherrschende Partei mit einer heiligen Ton und heldenhaft verkauft: die Heldentaten des Diktators wurden immer gefeiert und oft hatten seine Rede eine religiöse Charakterisierung. Das erste Ziel dieser Verwechslungen der Regierungen war die Verschleierung der Wahrheit, die ständig manipuliert und versteckt wurde. Die Einführung in die deutsche Sprache von professionellen Vokabeln von verschiedenen und spezifischen Bereichen der Bekanntschaft war während des Regimes von Hitler sehr gewöhnlich: diese Wörter hatten eine wissenschaftliche Anstricht und sie schienen als überzeugend und vernünftig, auch wenn fast unverständlich. Auch die Brutalisierung und das Abstumpfen war ein gewähltes Ziel: Euphemismen, um die Verbrechen des Regimes zu dämpfen, und neue Wörterbücher mit Ausdrucken und Begriffen von Hass gegen anderen ethnischen oder religiösen Gruppen, waren die wichtigsten Mitteln.

Auch wenn das theoretische Studium von diesen Prozessen faszinierend sein kann, muss man immer erinnern, dass eine gute und richtige Regierung gegen Erscheinungen wie diese stark bekämpfen soll.

Prenota in presenza o a distanza per l'Open Day

© IMC. Tutti i diritti riservati.