Open day – Liceo delle Scienze Umane

sabato 14 novembre 9.00-13.00

Presentazione

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Presentazione Liceo Scienze Umane

Tecnologia e didattica

La Cappella dell’Istituto

Ogni anno, in occasione dei nostri Open Day, gli studenti approfondiscono alcuni argomenti che si trasformano in mostre e progetti aperti ai visitatori.

Dal momento che ormai da alcune settimane la didattica viene erogata a distanza, i nostri studenti si sono prodigati per trovare soluzioni innovative per presentare i loro lavori, che verranno caricati su questa pagina e sui social nei giorni che precedono l’open day.

Ecco i link per rimanere aggiornati:

Progetto Open Day 2020
A che cosa serve andare a scuola?

Negli ultimi mesi abbiamo sperimentato forme di didattica alternativa, relazioni educative a distanza e rapporti mediati da uno schermo. La scuola si è rivelata uno dei temi più discussi, in particolare cercando di comprendere quali strumenti la rendessero un luogo innanzitutto sicuro. Ma il fatto di essere sicura non rende automaticamente una scuola anche educativa. Sono necessarie riflessioni e strategie specifiche affinché questo avvenga. In particolare i ragazzi delle scienze umane si domanderanno:

che cosa rende la scuola un luogo educativo e formativo? Quali condizioni rendono possibile la crescita di un ragazzo non solo come studente, ma innanzitutto come uomo?

Queste e altre sono le domande che provocatoriamente gli studenti delle scienze umane si sono posti e a cui risponderanno attraverso i principali autori e tematiche della riflessione pedagogica. Questi mostreranno come, sempre nella storia, la riflessione pedagogica è stata fondamentale per lo sviluppo sociale e culturale dei popoli. In particolare emergerà la figura della scuola non solo come strumento necessario dal punto di vista sociale, ma anche psicologico, senza il quale il ragazzo difficilmente potrà diventare sempre di più se stesso.

«Chissà come si divertivano!»

Attraverso la lettura e analisi di alcuni documenti forniti, i ragazzi imposteranno il problema educativo. In particolare, a partire dall’analisi di un racconto distopico di Isaac Asimov, in cui i docenti sono sostituiti da insegnanti meccanici e gli studenti frequentano le lezioni nella solitudine delle loro case – situazione ormai familiare ai ragazzi di tutt’Italia -, i ragazzi si interrogheranno sulle necessità di una scuola in presenza e sulle esigenze educative e relazionali che essi maturano nel delicato periodo dell’adolescenza, impostando le domande a cui le altre classi risponderanno.


Che cosa significa educare? Una riflessione pedagogica

La parola educazione è estremamente utilizzata, con svariati significati. Si ritiene educata una persona che usa buone maniere, si parla di educazione quando vengono appresi dei comportamenti e si diventa educatori quando si decide di dedicare la propria vita a formare il prossimo. I ragazzi chiariranno che cosa si intende con educazione nella scienza pedagogica, mettendola in relazione con il concetto di istruzione e formazione, da essa inscindibili, e chiarendo perché essa deve, oggi più che mai, essere oggetto della riflessione comunitaria. .


A che cosa serve la scuola? L’attivismo pedagogico di Dewey

Mai come in questo periodo è chiaro alla società l’importanza della scuola. Spesso però, come tutti i concetti considerati risaputi, una riflessione sistematica e articolata sull’importanza di questa fondamentale istituzione viene messa in secondo piano rispetto a quelle che sono le necessità più materiali, ma non per questo necessariamente più tangibili. I ragazzi, attraverso l’analisi di alcuni brani di uno dei testi più chiarificatori di John Dewey, chiariranno l’esigenza sociale e psicologica a cui risponde la scuola, senza la quale non solo la società, ma anche l’individuo, si disgregherebbe.


A che cosa serve leggere? La pedagogica dell’esempio nella letteratura antica e moderna: il cavaliere

L’epoca cavalleresca è stata caratterizzata da una proficua produzione letteraria che ancora oggi rimane un caposaldo della letteratura occidentale. In particolare i ragazzi mostreranno come la letteratura francese e inglese dell’epoca risposero a specifiche esigenze educative e sociali. Esse rappresentavano infatti strumenti efficaci e accessibili per la diffusione di modelli comportamentali di riferimento che favorissero l’interiorizzazione dei valori culturali e sociali dell’epoca. In questo senso la letteratura si rivelerà essere anch’essa fonte necessaria per l’integrazione culturale.


Che caratteristiche deve avere un insegnante? Quintiliano e la figura del maestro

Chiunque abbia fatto le elementari, sa quanto sia importante e determinante per la vita del bambino il temperamento e le strategie educative del proprio maestro. Sarà grazie a queste che il bambino tenderà ad avere certe passioni piuttosto che altre, a sentirsi sicuro di sé nella lettura piuttosto che nei calcoli a prediligere la socialità piuttosto che l’isolamento. Per questo la pedagogia svolge numerose riflessioni ed elabora corpose teorie per comprendere quali strategie educative e formative siano più adeguate per uno sviluppo sano e sereno delle facoltà del bambino. I ragazzi affronteranno questo tema attraverso la riflessione di Quintiliano, il quale svilupperà una riflessione originale e inedita per l’epoca, non solo sul delicato e determinante ruolo dell’insegnante, ma anche dell’insegnamento nella sua globalità.


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